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17-19 febbraio 2017 Firenze Libro Aperto

17 – 19 febbrero 2017 Firenze Libro Aperto

Il Centro Studi Jorge Eielson sarà presente allo stand C32.

di “Firenze Libro Aperto” il primo Festival del libro nella città di Firenze

che avrà luogo nei giorni 17/18/19 Febbraio 2017

presso il padiglione Spadolini, all’interno della Fortezza da Basso.

il giorno venerdì alle ore 19 presso la Sala Blue

Martha Canfield e Antonella Ciabatti presenteranno i nostri autori.

           Jorge Eduardo Eielson

            Mario Vargas Llosa

             Jesús Covarrubias

19 giugno 2015 Martha Premio López Velarde

Il 19 giugno 2015 verrà consegnato

alla nostra presidente Martha Canfield

il prestigioso Premio Iberoamericano Ramón López Velarde
Tale Premio intende  riconoscere quegli scrittori che hanno dedicato parte della loro opera letteraria all’impulso delle lettere del Messico e dell’Iberoamerica tutta, e in particolare a quanti hanno incentivato e diffuso l’opera di Ramón López Velarde.
Il premio verrà consegnato nella cornice delle giornate lopezvelardiane, che vanno dal 15 giugno (data della nascita del poeta) al 19 giugno (giorno della sua morte), durante le quali si terranno letture poetiche, presentazioni di libri, musica e cerimonie commemorative. Le giornate si chiudono il 19 giugno con la consegna del Premio con una cerimonia che si terrà nel Teatro Hinojosa de Jerez, Zac.

Durante i diciassette anni della manifestazione, hanno ricevuto il Premio:

1998 – Roberto Cabral del Hoyo (†) Juan José Arreola (†) y José Luis Martínez (†)
1999 – Alí Chumacero (†)
2000 – Rubén Bonifaz Nuño (†)
2001 – Hugo Gutiérrez Vega
2002 – Eduardo Lizalde
2003 – José Emilo Pacheco (Premio Cervantes 2009) (†)
2004 – Juan Gelman (Premio Cervantes 2007) (†)
2005 – Emmanuel Carballo
2006 – Carlos Monsiváis (†)
2007 – Víctor Sandoval (†)
2008 – Francisco Hernández
2009 – Evodio Escalante
2010 – Marco Antonio Campos
2011 – Vicente Quirarte
2012 – Alfonso García Morales
2013 – Dolores Castro Varela
2014 – Guillermo Sheridan
El 19 de junio 2015 le otorgarán
a nuestra presidenta Martha Canfield
el prestigioso Premio Iberoamericano Ramón López Velarde
Dicho premio tiene como propósito, reconocer a aquellos escritores que se han dedico parte de su obra literaria al impulso de las letras de México e Iberoamérica, y particularmente, que hayan impulsado y difundido la obra del bardo jerezano, autor de “La suave Patria”.
El premio se entrega en el marco de las Jornadas Lopezvelardeanas, que se realizan en el periodo comprendido entre el día 15 de junio (fecha del natalicio del poeta) y el día 19 del mismo mes (fecha de su fallecimiento), en donde se presentan lecturas de poesía, presentaciones literarias, ofrendas florales y música. Concluyen con la entrega del Premio Iberoamericano, en ceremonia que se realiza en el Teatro Hinojosa de Jerez, Zac.
Durante estos diecisiete años, los galardonados han sido:
1998 – Roberto Cabral del Hoyo (q.e.p.d.) Juan José Arreola (q.e.p.d) y José Luis Martínez (q.e.p.d.)
1999 – Alí Chumacero (q.e.p.d.)
2000 – Rubén Bonifaz Nuño (q.e.p.d.)
2001 – Hugo Gutiérrez Vega
2002 – Eduardo Lizalde
2003 – José Emilo Pacheco (Premio Cervantes 2009) (q.e.p.d.)
2004 – Juan Gelman (Premio Cervantes 2007) (q.e.p.d.)
2005 – Emmanuel Carballo
2006 – Carlos Monsiváis (q.e.p.d.)
2007 – Víctor Sandoval (q.e.p.d.)
2008 – Francisco Hernández
2009 – Evodio Escalante
2010 – Marco Antonio Campos
2011 – Vicente Quirarte
2012 – Alfonso García Morales
2013 – Dolores Castro Varela
2014 – Guillermo Sheridan

9 marzo 2015 Rigoberto Paredes

Il Centro Studi Jorge Eielson comunica con grande dolore la scomparsa, a Tegucigalpa, del poeta honduregno Rigoberto Paredes (1948-2015).

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Nato in Honduras nel 1948, è deceduto il 9 marzo 2015.

Come poeta, la sua opera rimane pilastro fondamentale della poesia contemporanea hondureña e latinoamericana. Ha lasciato inoltre una vasta opera saggistica. Aveva fatto parte dei gruppi letterari “Tauanka” di Tegucigalpa e “Punto Rojo” della Colombia. È stato insignito del premio It-zamná de Literatura, nel 1983, ed è risultato finalista nei concorsi internazionali di poesia di Casa de Las Américas di Cuba, e Plural del Messico.
È stato fondatore di vari progetti editoriali: Editorial Guaymuras, Editores Unidos e Ediciones Librería Paradiso, oltre che delle riviste letterarie «Alcaraván» e «Imaginaria».
Opere pubblicate: En el Lugar de los hechos (1974); Las cosas por su nombre (1978); Materia prima (1985); Fuego lento (1989); La estación perdida (2001). È coauture, insieme a Roberto Armijo, dell’antologia Poesía contemporánea de Centroamérica, pubblicata a Barcellona nel 1983.

 

Alcuni testi

 

Álvaro Mutis e Luca Rosi

Il 21 e 22 settembre 2013, a distanza di poche ore uno dall\’altro, morivano il nostro caro amico e poeta italo-venezuelano Luca Rosi e il poeta e scrittore colombiano Álvaro Mutis.

Vogliamo ricordarli entrambi.

mutis

Álvaro Mutis 
de Las Obras perdidas, 1965

Ciudad
 
Un llanto,
un llanto de mujer
interminable,
sosegado,
casi tranquilo.
En la noche, un llanto de mujer me ha despertado.
Primero un ruido de cerradura,
después unos pies que vacilan
y luego, de pronto, el llanto.
Suspiros intermitentes
como caídas de un agua interior,
densa,
imperiosa,
inagotable,
como esclusa que acumula y libera sus aguas
o como hélice secreta
que detiene y reanuda su trabajo
trasegando el blanco tiempo de la noche.
Toda la ciudad se ha ido llenando de este llanto,
hasta los solares donde se amontonan las basuras,
bajo las cúpulas de los hospitales,
sobre las terrazas del verano,
en las discretas celdas de la prostitución,
en los papeles que se deslizan por solitarias avenidas,
con el tibio vaho de ciertas cocinas militares,
en las medallas que reposan en joyeros de teca,
un llanto de mujer que ha llorado largamente
en el cuarto vecino,
por todos los que cavan sus tumba en el sueño,
por los que vigilan la mina del tiempo,
por mí que lo escucho
sin conocer otra cosa
que su frágil rodar por la intemperie
persiguiendo las calladas arenas del alba.
 
Città
Un pianto,
un pianto di donna
interminabile,
soffocato,
quasi tranquillo.
Nella notte, un pianto di donna mi ha svegliato.
Prima il rumore di una serratura,
dopo dei piedi che tentennano
e in seguito, a un tratto, il pianto.
Sospiri intermittenti
come cadute di un\’acqua interna,
densa,
imperiosa,
inesauribile,
come una chiusa che accumula e libera le acque
o come elica segreta
che interrompe e poi ricomincia il suo lavoro
travasando il bianco tempo della notte.
Tutta la città si è impregnata a poco a poco di questo pianto,
perfino i terreni abbandonati dove si getta la spazzatura,
sotto le cupole degli ospedali,
sopra le terrazze dell\’estate,
nelle discrete celle della prostituzione,
nelle carte che girano sui viali spopolati,
con l\’emanazione tiepida di certe cucine militari,
sulle medaglie che riposano dentro le teche speciali,
un pianto di donna che è durato lungo tempo
nella stanza vicina,
per tutti coloro che scavano la propria tomba nel sonno,
per coloro che sorvegliano la mina del tempo,
per me che lo ascolto
senza conoscere altro
che il suo debole rotolare all\’aria aperta
per inseguire le silenti sabbie dell\’alba.
 
(Traduzione di Martha Canfield)
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Luca Rosi

SAN MARTINO 2005 (inedito)
 
Il tremolio delle luci dei lampioni da poco accesi
accarezza le sinuose colline fiesolane
che dietro i vetri delle mie finestre
s’insinuano pudiche nell’alveo della mia memoria
mentre il tramonto d’un tiepido novembre
mi ripropone amati versi carducciani
tra nostalgie di caldarroste e ribollir di mosti nuovi…
 
Ma è ingannevole questa mestizia
che mi avvolge come abbraccio di donna
o nostalgia del ritorno a un’infanzia ormai lontana?
 
Eppur la sento e sento che devo possederla tutta
senza remore o pudori, assaporarla fino in fondo
superando malesseri ideologici
sensi di colpa e d’impotenza per il dolore del mondo…
 
E quando le tenebre finiscono per chiudere lo sguardo
e si confondono ai fumi di sterpaglie che lentamente bruciano
come incenso o come dono o illusione
archivio riletture e scelte di mie vecchie poesie
e abbraccio il sorriso dei nipoti, i loro giochi, le loro fantasie
le loro inquiete esuberanze e le gratuite tenerezze.
 
Firenze, 11 novembre 2005
 
*Questa poesia l’ho scritta  l’11 novembre del 2005, giorno di San Martino, direttamente al computer, dopo aver lavorato per l’intero pomeriggio a rileggere, scegliere e trascrivere alcune mie poesie tratte da Terra calcinata, Guaicaipuro  e L’età dell’uomo, oltre ad alcuni fascicoli di “Collettivo R” e dalla raccolta inedita La edad de las cornucopias de oro. Arrivati all’ora del tramonto e mentre Neri stava per finire il suo pisolino quotidiano e Matteo stava per tornare da scuola e dal corso di pallacanestro, mi lasciai trasportare dal desiderio di godermi quello stupendo tramonto novembrino… E questa poesia è dedicata in modo molto speciale a “ricordare” quel momento e la particolare tenerezza che mi ispirarono sia il tramonto sia la presenza dei nipoti. Possano un giorno leggerla e rivivere, per quanto possibile, quell’ineffabile momento…