17-27 marzo 2015
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I lunedì dell'America Latina
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9 marzo 2015
Il Centro Studi Jorge Eielson comunica con grande dolore la scomparsa, a Tegucigalpa, del poeta honduregno Rigoberto Paredes (1948-2015).



foto_pascual_borzelli_mexico_2014Nato in Honduras nel 1948, è deceduto il 9 marzo 2015.
Come poeta, la sua opera rimane pilastro fondamentale della poesia contemporanea hondureña e latinoamericana. Ha lasciato inoltre una vasta opera saggistica. Aveva fatto parte dei gruppi letterari “Tauanka” di Tegucigalpa e “Punto Rojo” della Colombia. È stato insignito del premio It-zamná de Literatura, nel 1983, ed è risultato finalista nei concorsi internazionali di poesia di Casa de Las Américas di Cuba, e Plural del Messico.
È stato fondatore di vari progetti editoriali: Editorial Guaymuras, Editores Unidos e Ediciones Librería Paradiso, oltre che delle riviste letterarie «Alcaraván» e «Imaginaria».
Opere pubblicate: En el Lugar de los hechos (1974); Las cosas por su nombre (1978); Materia prima (1985); Fuego lento (1989); La estación perdida (2001). È coauture, insieme a Roberto Armijo, dell’antologia Poesía contemporánea de Centroamérica, pubblicata a Barcellona nel 1983.




Alcuni testi




 
28 gennaio 2015 a Madrid
Il 28 gennaio 2015 al teatro español di Madrid debutta 
Los cuentos de la peste
ultima opera teatrale inedita che Mario Vargas Llosa ha dedicato al decamerone di Boccaccio

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giovedì 4 dicembre 2014

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Giovedi 4 dicembre 2014

09:30-21:00

Leo A. Guthart Cultural Center Theater
Joan and Donald E. Axinn Library
Primo Piano
South Campus

In onore del grande poeta peruviano e artista Jorge Eduardo Eielson (1924-2006)
commenti, letture e immagini
di importanti scrittori e studiosi provenienti da Perù, Stati Uniti e Italia


Partecipa la nostra presidente Martha Canfield
con la conferenza
Fundadores de siglo XX: Jorge Eduardo Eielson y la poesía verbo-voco-visual / Founders of the Twentieth Century: Jorge Eduardo Eielson and Verb-Voco-Visual Poetry
 
18-22 novembre 2014 Convegno a Lima
Importanti studiosi provenienti dalle università di Perù, Italia, Spagna, Regno Unito e Stati Uniti
parteciperanno a Lima, da Martedì 18 a Sabato 22 novembre 2014,
al Congresso Internazionale

Parola, colore e materia

nell'opera di Jorge Eduardo Eielson


L'evento è organizzato dalla Casa de la literatura peruana
in coordinamento con il Centro Studi Jorge Eielson
e con il sostegno dell'Istituto Italiano di Cultura,
il Museo de Arte de Lima (MALI) e la Biblioteca Nacional del Perù.

Parteciperanno tra gli altri
la presidente del nostro Centro Studi, Martha Canfield,  
la vicepresidente, Antonella Ciabatti,
insieme a Enzo Minarelli, artista,
Giovanni Minardi, ricercatrice dell'Università di Palermo
e Claudia Ianniciello, ispanista.


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Programma Completo

Casa de la literatura peruana




 
15 ottobre 2014 Juana Rosa Pita
Mercoledì 15 ottobre 2014
Juana Rosa Pita
presenta il libro
El ángel sonriente



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4-5 ottobre 2014
Barisardo dal 4 al 5 ottobre 2014
Percorso artistico di Jorge e Michele, is reis de Gardalis

Convegno sull'attività artistica di Jorge Eielson e Michele Mulas


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30 settembre 2014 Jorge Arbeleche
Nell'ambito del festival internazionale di poesia

voci lontane, voci sorelle
Martedì 30 settembre alle ore 21.15
Biblioteca delle Oblate, Sala Conferenze

LETTURA dei poeti
Jorge ARBELECHE (Uruguay)
Guido MAZZONI (Italia) 
Janice KULYK KEEFER
(Canada)

Introducono
Martha CANFIELD,
Riccardo
DONATI
Brenda PORSTER


30_settembre_2014




 
Álvaro Mutis e Luca Rosi
Il 21 e 22 settembre 2013, a distanza di poche ore uno dall'altro, morivano il nostro caro amico e poeta italo-venezuelano Luca Rosi e il poeta e scrittore colombiano Álvaro Mutis.

Vogliamo ricordarli entrambi.


mutis

Álvaro Mutis 
de Las Obras perdidas, 1965


Ciudad

Un llanto,
un llanto de mujer
interminable,
sosegado,
casi tranquilo.
En la noche, un llanto de mujer me ha despertado.
Primero un ruido de cerradura,
después unos pies que vacilan
y luego, de pronto, el llanto.
Suspiros intermitentes
como caídas de un agua interior,
densa,
imperiosa,
inagotable,
como esclusa que acumula y libera sus aguas
o como hélice secreta
que detiene y reanuda su trabajo
trasegando el blanco tiempo de la noche.
Toda la ciudad se ha ido llenando de este llanto,
hasta los solares donde se amontonan las basuras,
bajo las cúpulas de los hospitales,
sobre las terrazas del verano,
en las discretas celdas de la prostitución,
en los papeles que se deslizan por solitarias avenidas,
con el tibio vaho de ciertas cocinas militares,
en las medallas que reposan en joyeros de teca,
un llanto de mujer que ha llorado largamente
en el cuarto vecino,
por todos los que cavan sus tumba en el sueño,
por los que vigilan la mina del tiempo,
por mí que lo escucho
sin conocer otra cosa
que su frágil rodar por la intemperie
persiguiendo las calladas arenas del alba.

Città
Un pianto,
un pianto di donna
interminabile,
soffocato,
quasi tranquillo.
Nella notte, un pianto di donna mi ha svegliato.
Prima il rumore di una serratura,
dopo dei piedi che tentennano
e in seguito, a un tratto, il pianto.
Sospiri intermittenti
come cadute di un'acqua interna,
densa,
imperiosa,
inesauribile,
come una chiusa che accumula e libera le acque
o come elica segreta
che interrompe e poi ricomincia il suo lavoro
travasando il bianco tempo della notte.
Tutta la città si è impregnata a poco a poco di questo pianto,
perfino i terreni abbandonati dove si getta la spazzatura,
sotto le cupole degli ospedali,
sopra le terrazze dell'estate,
nelle discrete celle della prostituzione,
nelle carte che girano sui viali spopolati,
con l'emanazione tiepida di certe cucine militari,
sulle medaglie che riposano dentro le teche speciali,
un pianto di donna che è durato lungo tempo
nella stanza vicina,
per tutti coloro che scavano la propria tomba nel sonno,
per coloro che sorvegliano la mina del tempo,
per me che lo ascolto
senza conoscere altro
che il suo debole rotolare all'aria aperta
per inseguire le silenti sabbie dell'alba.

(Traduzione di Martha Canfield)



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Luca Rosi


SAN MARTINO 2005 (inedito)

Il tremolio delle luci dei lampioni da poco accesi
accarezza le sinuose colline fiesolane
che dietro i vetri delle mie finestre
s’insinuano pudiche nell’alveo della mia memoria
mentre il tramonto d’un tiepido novembre
mi ripropone amati versi carducciani
tra nostalgie di caldarroste e ribollir di mosti nuovi...
Ma è ingannevole questa mestizia
che mi avvolge come abbraccio di donna
o nostalgia del ritorno a un’infanzia ormai lontana?

Eppur la sento e sento che devo possederla tutta
senza remore o pudori, assaporarla fino in fondo
superando malesseri ideologici
sensi di colpa e d’impotenza per il dolore del mondo...

E quando le tenebre finiscono per chiudere lo sguardo
e si confondono ai fumi di sterpaglie che lentamente bruciano
come incenso o come dono o illusione
archivio riletture e scelte di mie vecchie poesie
e abbraccio il sorriso dei nipoti, i loro giochi, le loro fantasie
le loro inquiete esuberanze e le gratuite tenerezze.

Firenze, 11 novembre 2005

*Questa poesia l’ho scritta  l’11 novembre del 2005, giorno di San Martino, direttamente al computer, dopo aver lavorato per l’intero pomeriggio a rileggere, scegliere e trascrivere alcune mie poesie tratte da Terra calcinata, Guaicaipuro  e L’età dell’uomo, oltre ad alcuni fascicoli di “Collettivo R” e dalla raccolta inedita La edad de las cornucopias de oro. Arrivati all’ora del tramonto e mentre Neri stava per finire il suo pisolino quotidiano e Matteo stava per tornare da scuola e dal corso di pallacanestro, mi lasciai trasportare dal desiderio di godermi quello stupendo tramonto novembrino… E questa poesia è dedicata in modo molto speciale a “ricordare” quel momento e la particolare tenerezza che mi ispirarono sia il tramonto sia la presenza dei nipoti. Possano un giorno leggerla e rivivere, per quanto possibile, quell’ineffabile momento…


 
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